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II convegno SIPeS Inclusione e Università

Lo scorso 15 dicembre 2016 si è tenuto presso l'Università di Sassari il convegno Inclusione e Università. Riflessioni, esperienze, buone pratiche per un'Università più inclusiva. La SIPeS, Società Italiana di Pedagogia Speciale, ha ritenuto significativo organizzare un evento scientifico sulle tematiche della inclusione universitaria, durante il quale, attraverso relazioni e poster, vari atenei italiani hanno rappresentato esperienze di successo o ricerche che stanno portando avanti per far avanzare il livello di qualità ed efficacia dei servizi offerti nell'ambito della higher education. Dalle relazioni che hanno visto alternarsi, in uno scambio dialettico a tratti vivace, i relatori di diversi atenei italiani e la platea variegata, sono emersi alcuni punti qualificanti:

 
  • l'utilizzo di tutor per accompagnare gli studenti nei percorsi di studio. In particolare da alcuni interventi - dell'Università di Sassari e di quella di Perugia - emerge la necessità che i tutor siano formati. Si tratta di persone laureate o laureande della specialistica, a seconda dell'Ateneo, e loro compito è accompagnare lo studente nei propri percorsi formativi senza mai sostituirsi a lui/lei. Emerge anche l'importanza di un opportuno meccanismo di documentazione, che consenta, al cambio del tutor per scadenza del mandato, la necessaria propagazione della storia dello studente, in modo da ottenere interventi coerenti nel tempo.  Ampiamente discusso è stato l'aspetto legato alla condizione di peer: alcuni relatori hanno sottolineato come, per ottenere risultati efficaci, sia necessaria una marcata asimmetria nel rapporto tra il tutor e lo studente, ad esempio sul piano delle competenze e della responsabilità.
  • La realizzazione di una chiavetta USB, da parte dell'Università di Perugia (progetto TuttiXuni), che ospiti alcuni programmi utili e gratuiti per studenti con DSA. Il progetto, reperibile sulle pagine del sito del prof. Serena (https://sites.google.com/site/leggixme/tuttixuni), rende disponibile una versione liberamente scaricabile dell'insieme di programmi.
  • L'inclusione nei processi lavorativi, intesa come opportunità per le aziende e non solo per rispondere a obblighi di legge. Il tema trattato, dal prof. Migliaccio, delegato della Università del Sannio, ha  fatto emergere l'interesse, condiviso dai vari relatori, in particolar modo da quelli di afferenza all'area di economia,  a fornire una base scientifica alla tesi, per dimostrare su larga scala l'effettiva convenienza dei modelli inclusivi, anche in ambito lavorativo. 
  • L'utilizzo della teledidattica, al fine di consentire lo studio a studenti oncologici o in generale con gravi immunodeficienze. 
  • L'attenzione e il coinvolgimento degli stakeholder nella progettazione architettonica (per abbattere eventuali barriere o per la costruzione di nuove strutture) e nei processi inclusivi. In questo contesto, è stato dibattuto anche il ruolo delle norme tecniche e il ruolo dei portatori di esperienze e come questi due elementi debbano o possano partecipare e coesistere in tali processi.
  • Il ruolo della Pedagogia in tutti gli ambiti della moderna conoscenza e formazione, anche professionale, e la sua possibile e coraggiosa evoluzione nell'era delle tecnologie, con nuovi approcci e modalità di affiancamento al formando, in un processo, ispirato a un modello individualizzato, che tenga conto delle sue caratteristiche ed esigenze, favorendo la costruzione della conoscenza come esperienza. 
 

Durante il convegno il Centro SInAPSi ha presentato il suo modello di lavoro, quale descritto anche nel testo Il viaggio dell'inclusione (gratuitamente scaricabile su http://www.sinapsi.unina.it/pubblicazioni). La descrizione dell'approccio di SInAPSi è stato suffragato dalla illustrazione di due casi concreti. In particolare, ci si è soffermati sui seguenti aspetti:

 
  • l'utilizzo dell'ICF e l'adozione da parte del Centro, sin dalla sua nascita, della filosofia da cui deriva;
  • la centralità dello studente disabile o con DSA, visto anzitutto come persona e protagonista attivo di qualsiasi intervento in suo favore, sia in fase di progettazione degli interventi sia nelle successive di realizzazione delle attività;
  • il progetto individualizzato, tanto nel suo valore simbolico, come impegno reciproco tra l'Istituzione e lo studente, quanto nel suo ruolo di strumento pratico per la progettazione e per il monitoraggio della storia dello studente; 
  • l'approccio interdisciplinare, come metodologia che consente di massimizzare il contributo nella progettazione individualizzata, attraverso una reciproca contaminazione delle professionalità presenti, in un rapporto dialettico continuo tra di loro e con lo studente;
  • l'aspetto "tecnico" afferente alle tre aree (psicologica, pedagogica e tecnologica) e il suo ruolo nella relazione con lo studente come catalizzatore dei processi di partecipazione alla vita universitaria;
  • il crescente ruolo degli strumenti tecnologici nei processi inclusivi;
  • l'idea, confermata dall'esperienza, che le soluzioni progettate per uno specifico studente, p. es. le mappe realizzate da uno studente dislessico, possano diventare motore di innovazione didattica a vantaggio di molti. Nel caso preso in esame, il docente, una volta rivisti e arricchiti i materiali prodotti dallo studente, li ha incorporati nel materiale di studio reso disponibile per tutti sulla sua pagina web.
 
 

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