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Disabilità Visiva e Nuove Tecnologie: un'opportunità di buona scuola per tutti

 

di Fabiana Carcatella

 
 
Convegno Disabilità Visiva e Nuove Tecnologie

In occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità, lo scorso 3 dicembre, l'Osservatorio Nazionale sulla Salute ha predisposto un focus sulla condizione delle persone con disabilità nel nostro Paese. Una fotografia che, con solo l'1,7% del PIL investito in Italia per la funzione di spesa destinata alla disabilità, rivela quanto ancora ci sia da fare per un'effettiva inclusione sociale. 

Ne sanno qualcosa le persone ipovedenti e non vedenti, protagoniste assolute del convegno "Disabilità Visiva e Nuove Tecnologie", svoltosi a Napoli nella giornata del 6 dicembre, presso il Complesso Universitario di Monte Sant'Angelo. 

L'iniziativa è stata organizzata dall'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) della Campania, dalla Biblioteca Italiana per i Ciechi "Regina Margherita" e dal Centro di Ateneo SInAPSi (Servizi per l'Inclusione Attiva e Partecipata degli Studenti) dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, con il patrocinio dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Campania. Una giornata di studio e confronto rivolta alle famiglie, agli insegnanti e agli studenti, tesa ad analizzare un tassello fondamentale per la realizzazione di una società del tutto  inclusiva, quello della scuola. 

"Esiste veramente all'interno del nostro sistema didattico un vero programma di inclusione scolastica?", questo il quesito posto dal prof. Pietro Piscitelli, Presidente della Biblioteca Italiana per Ciechi "Regina Margherita", a cui si è cercato di dare una risposta durante l'intero convegno.

Fortunatamente, l'esistenza di realtà, come quelle rappresentate dagli stessi organizzatori dell'evento, fa sì che la risposta non sia del tutto negativa. Non a caso, il primo ringraziamento della giornata è stato rivolto dal dott. Mario Mirabile, Presidente della Sezione Provinciale di Napoli dell'UICI, al Centro di Ateneo SInAPSi: "Con il Centro vi è un continuo rapporto di scambio. Al suo interno non esiste problema che non si cerchi di risolvere e, l'attività di chi ne fa parte, ha fatto da motore per la nascita di una sinergia con tutte le altre Università della Campania. Grazie al Centro siamo riusciti a dimostrare che una vita normale è possibile".

Tali riconoscimenti, come chiarisce il prof. Paolo Valerio, direttore del Centro SInAPSi, non sono altro che il risultato del grande lavoro di organizzazione che vi è alle spalle di questa realtà. Per ogni studente che chiede di usufruire dei servizi offerti dal Centro, infatti, dopo le dovute valutazioni, viene studiato un progetto individualizzato in cui sono delineati tutti gli strumenti adatti al caso. Durante il percorso lo studente viene accompagnato da un team di esperti, nonché dai volontari di Servizio Civile. "E' importante sottolineare - spiega il prof. Valerio - che ogni progetto è sottoscritto sia dallo studente che da coloro che ne prenderanno parte perché è dalla partecipazione di tutti che ne dipende il buon esito. Da soli non si fa nulla e, solo in questo modo, è possibile favorire l'inclusione".

Importante per il raggiungimento di una "Buona Scuola per Tutti" anche il supporto della Biblioteca Italiana per Ciechi "Regina Margherita". La struttura mette a disposizione oltre 50 mila opere di vari settori disciplinari e in diversi formati: in Braille, su audiocassetta, su supporto informatico e opere in caratteri ingranditi. L'azione della Biblioteca a favore dell'inclusione scolastica, inoltre, viene portata avanti da operatori specializzati, presenti in ogni provincia,  pronti a soddisfare le esigenze di scuole, famiglie ed enti interessati, al fine di costruire, i percorsi di apprendimento più adatti. 

In questo progetto di inclusione un ruolo fondamentale è ricoperto dalla Tecnologia e dalle strutture o enti che offrono servizi di supporto e consulenza. Tra questi rientra, oltre allo stesso Centro SInAPSi, la Commissione Ausili e Tecnologie dell'Unione Italiana Ciechi, che si preoccupa di consigliare le migliori soluzioni per ogni caso. "Con i supporti disponibili - scherza Nunziante Esposito, Responsabile Nazionale della Commissione - i disabili visivi non hanno più scuse per non studiare".

E che di scuse non ne servono lo dimostra Michele, studente che, grazie al supporto della tecnologia, oggi sta affrontando il terzo ed ultimo anno del Dottorato di Ricerca in Matematica: "Dal primo videoingranditore, pesantissimo, ad oggi, la tecnologia mi ha accompagnato nel mio percorso di studi. Qualche anno fa, pensare di raggiungere i miei traguardi sarebbe stata pura fantascienza". Come quella di Michele, tante altre sono state le testimonianze susseguitesi nella giornata: Melania, che oggi lavora a Modena, Roberto che tra una settimana si laurea in Ingegneria, e tutti gli altri ragazzi ipovedenti e non vedenti, intervenuti al convegno, hanno confermato che tutto è possibile. 

Questa risposta positiva arriva anche da molti docenti. A quest'ultimi il dott. Vincenzo Massa, Presidente del Consiglio Regionale Campania dell'UICI, rivolge l'invito a fare ricorso a quella che lui chiama "Manologia": "Prima ancora della tecnologia bisogna avvalersi dell'utilizzo delle mani. Le mani sono le prime e migliori sostitute della vista". Un suggerimento colto, ancor prima di essere ricevuto. Le mani, infatti, costituiscono il minimo comune denominatore di tutti gli strumenti e metodi d'insegnamento compensativi presentati al convegno: da TAB, gioco per imparare le tabelline progettato dalla dott. Alessia Licari, ai giochi in classe organizzati dalle docenti del Terzo Circolo di Cava de' Tirreni, fino agli oggetti ideati dalla prof.ssa Emanuela Ughi per far apprendere la matematica. Ausili per imparare attraverso il tatto e soprattutto ausili utilizzabili da tutti, bambini vedenti e non, e, quindi, inclusivi.

L'esperienza diretta dei relatori, peraltro suffragata da evidenze scientifiche, dimostra che una didattica multisensoriale, e che utilizzi maggiormente le tecnologie, permette di raddoppiare almeno la efficienza di apprendimento da parte di tutti gli allievi.

Il messaggio che emerge è chiaro: c'è ancora tanto da fare. Soprattutto quanto la norma già prevede: piani di inclusione e progetti educativi individuali che non si limitino a trasferire sull'insegnante di sostegno la responsabilità dell'allievo, ma che, viceversa, prevedano un lavoro di rete interno alla classe ed esterno con i genitori e le associazioni.

"Quello che occorre fare, in pratica, per consentire alle persone non vedenti di studiare e occupare il posto che gli spetta di diritto nella società nella scuola, ma anche nella università - conclude il prof. Alessandro Pepino, Responsabile della Sezione Disabilità e DSA del Centro SInAPSI - e che richiede la partecipazione di tutti i docenti, costituisce sicuramente un arricchimento e un miglioramento per tutti gli allievi. Ma soprattutto, in massima parte, si tratta di cose semplici, a portata di mano. Occorre, quindi, che ogni docente faccia appello al proprio senso di responsabilità. Le nostre azioni hanno ricadute sulle generazioni a venire e sulla vita quotidiana di tante famiglie.Certamente si trova sempre un elemento di difficoltà che, spesso  siamo noi stessi  a far diventare ostativo. E', invece, una nostra precisa responsabilità trovare le soluzioni affinché sia possibile cambiare le cose."

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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