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La consultazione psicologica per studenti universitari: un servizio in crescita

di Maddalena Ligozzi, Federica Parlato, Stefania Scalzone, Cristiano Scandurra, Brigida Vergona

Il Servizio di Consultazione Psicologica per gli Studenti Universitari (CPSU) pensato e realizzato da un gruppo di docenti di psicologia della Federico II nel 1983, è attivo da più di trent'anni nell'Ateneo. A partire dal 2011 il servizio ha cambiato la sua organizzazione ed è confluito nell'ambito dei Servizi per il Successo Formativo del Centro SInAPSi. Questo cambiamento, che ha riguardato l'organizzazione delle sedi in cui esso si svolge e degli operatori che ci lavorano, ha contribuito a garantire maggiore stabilizzazione del servizio all'interno dell'Ateneo, fornendo agli studenti maggiore continuità ed efficienza rispetto al passato. Invariato nel tempo invece è rimasto il modello di intervento, che si ispira alla metodologia del counselling psicologico a orientamento psicodinamico, che prevede quattro incontri settimanali di 45 minuti con uno psicoterapeuta esperto nel lavoro breve con giovani adulti. Dopo un po' di tempo dal termine della consultazione è possibile per gli studenti richiedere un follow-up, che consiste in un altro ciclo di colloqui (da 1 a 4) per riprendere e approfondire le questioni emerse durante la consultazione o per accompagnare lo studente verso la richiesta di una psicoterapia presso un'altra struttura.
Dalla proficua congiuntura di cambiamenti organizzativi e dall'impegno impiegato nella pubblicizzazione e nella divulgazione del Centro SInAPSi si è registrato, negli ultimi anni, un crescente aumento del numero di richieste fatte dagli studenti al servizio. Nell'anno accademico 2016-17 sono stati circa 200 gli studenti che hanno svolto un ciclo di consultazione psicologica. In questo lavoro descriveremo il tipo di motivazione che spinge lo studente alla consultazione e alcune caratteristiche degli studenti che ne hanno fatto richiesta. In appendice, invece, riportiamo alcuni dati sulla popolazione studentesca che ci ha contattati.
Sempre più spesso il focus della consultazione psicologica riguarda il rapporto tra difficoltà personali e difficoltà a proseguire gli studi. Abbiamo notato che spesso il blocco universitario è collegato ad un conflitto che gli studenti hanno tra ciò che vogliono fare e ciò che si erano immaginati di volere diventare. Questo panorama interno, spesso di difficile osservazione, ostacola il passaggio "appropriativo" del percorso universitario, verso una crescita identitaria e poi professionale. In alcuni di questi casi la consultazione psicologica diventa per lo studente uno strumento utile a pensare e guardare il proprio mondo interno sostenendolo, nel corso degli incontri, ad assumere dentro di sé, un diverso punto di vista rispetto al passato.
Altre volte la consultazione si configura come la possibilità di fare una richiesta di aiuto a un professionista della salute mentale. È il caso di quegli studenti che vivono un momento di sofferenza accompagnato da sintomi collegati alla sfera psichica o di studenti che vivono una sofferenza esistenziale intensa. In questi casi la consultazione è orientata a far riconoscere allo studente la domanda di cui è portatore per potere affrontare in una maniera più adeguata la situazione. Tra le persone che nel corso di questo anno si sono rivolte al servizio in circa il 20 % dei casi abbiamo provveduto ad un invio in psicoterapia e qualche volta si è reso necessario anche fornire un riferimento psichiatrico per via di sintomi d'angoscia invalidanti. Si tratta di situazioni di dolore e malessere cronico che spesso si ripercuotono in diversi ambiti della vita. In questi casi gli operatori del CPSU si attivano per potere accompagnare gli studenti alla scelta migliore attraverso un'azione di attivazione della rete istituzionale. Abbiamo notato che in questi casi spesso sono proprio gli studenti con un buon rendimento accademico che si rivolgono all'istituzione universitaria, che rappresenta probabilmente per alcuni di essi il luogo in cui la vita 'funziona' meglio.
Molto spesso le difficoltà preesistenti di uno studente possono aumentare in alcune fasi delicate di transizione quali l'inizio o la fine del percorso formativo o l'approssimarsi di un'età che proietta lo studente verso la conclusione, sebbene la fine degli esami non sia imminente.  Non a caso circa la metà degli studenti che hanno usufruito del servizio ha più di 23 anni, l'età che viene tipicamente collegata alla fine del percorso specialistico o a ciclo unico. 
Degno di nota è il cospicuo numero di studenti che provengono dai corsi di studio che richiedono molto impegno: Medicina e Ingegneria, che insieme rappresentano circa il 40% delle richieste.
Questa tendenza che si verifica ormai da alcuni anni, ci ha spinto a fare delle ipotesi sulle difficoltà che incontrano gli studenti di questi CdS. Si tratta di percorsi di studio che portano a professioni caratterizzate da forte desiderabilità sociale, associate a una maggiore possibilità di trovare sbocchi occupazionali e all'acquisizione di uno status molto ambito per l'opinione comune.
Molto spesso ci ritroviamo alle prese con studenti che hanno sottovalutato la gravosità dell'impegno che tale studio comporta. La situazione diviene ancora più complessa quando gli studenti riconoscono di non avere le competenze di base per studi di questo tipo.  Pertanto lo sforzo diventa notevole, l'esercizio iniziale richiesto è continuo e pressante. 
In questi casi la consultazione psicologica sostiene nello studente un ridimensionamento di ideali connessi alla figura professionale futura e lo aiuta a considerare e a guardare la propria posizione di studente che si confronta con compiti evolutivi che possono indurre rabbia, dolore, frustrazione, delusione, ma anche sollievo, fiducia e speranza quando ci sono esperienze soddisfacenti. In questi casi spesso la consultazione serve a far "mentalizzare" allo studente che il raggiungimento di un traguardo è fatto da piccoli passi, e che è preferibile guardare al prossimo passo, non all'ultimo, quando questo è ancora troppo lontano.
Queste semplici e sintetiche categorizzazioni che abbiamo voluto dare per raccontare l'esperienza di consultazione certamente coprono le 200 storie uniche che stanno dentro il lavoro di quest'anno, ma ci servono a mostrare la variabilità e la forza del counselling, uno strumento al tempo stesso semplice nell'articolazione, ma molto ricco nelle potenzialità diagnostiche, trasformative, esplicative.  Nell'ambito delle 220 richieste pervenute, 145 sono giunte da donne e 75 da uomini. Di seguito indichiamo età e provenienza dei 200 studenti che hanno svolto la consultazione:
- 27 tra 19 e 20 anni;
- 77 tra 21 e 23 anni;
- 70 tra 24 e 27 anni;
- 21 tra 28 e 36 anni;
- 5 tra 40 e 50 anni.
CdS di provenienza degli studenti:
- 44 da Medicina
- 13 da Professioni Sanitarie o di biotecnologie
- 34 da Ingegneria
- 14 da Scienze psicologiche
- 15 da Lettere o Filosofia
- 6 da Lingue e letterature straniere
- 10 da Farmacia
- 10 da Informatica, chimica, matematica o fisica
- 8 da Economia
- 16 da Giurisprudenza
- 7 da Architettura
- 4 da Agraria
- 4 da Scienze Sociali o Politiche
- 2 da Medicina Veterinaria
- 17 non iscritti, provenienti da cds non precisati o da altri Atenei.
Il CPSU è attivo tutti i giorni presso la sede di SInAPSi di via Porta di Massa, 1 e presso l'edificio 20 in via Pansini, 5 a Napoli.
Per iscriversi è possibile mandare una mail all'indirizzo cpsu.sinapsi@unina.it, specificando nome cognome e sede dove si preferisce svolgere la consultazione o chiamare allo 081 7463458 dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 15.00.

 
 

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